Cosa Interessa alle Persone e Perché Mettono Like, Postano, Condividono e Commentano
Quali sono le ragioni psicologiche che ci spingono a pubblicare contenuti sui social network? Perché proviamo soddisfazione nel commentare, mettere mi piace e condividere i post altrui? Scopriamo insieme cosa si nasconde dietro tutte queste "azioni social".
SOMMARIO
- Perché pubblichiamo sui social network
- Perché condividiamo sui social media
- Perché mettiamo like su Fb e reazioni simili su altri social network
- Perché commentiamo sui social
Perché pubblichiamo sui social network
Non è un mistero che ci piaccia parlare di noi stessi. Le persone impiegano circa il 30-40% delle loro conversazioni parlando di sé, ma sui social network questa percentuale sale a circa l'80%. Si tratta di un balzo enorme!
Come mai? Il confronto faccia a faccia risulta più spiazzante e coinvolge emotivamente in modo più intenso, non abbiamo il tempo di riflettere su cosa dire, dobbiamo cogliere le espressioni facciali e decifrare il linguaggio corporeo.
Sul web, invece, abbiamo modo di costruire e affinare con calma ogni nostro intervento. È quella che gli psicologi definiscono auto-presentazione: mostrarsi nel modo in cui desideriamo essere percepiti.
La sensazione generata dall'auto-presentazione è talmente potente che è stato dimostrato come osservare il proprio profilo Facebook incrementi l'autostima.
Un altro aspetto rilevante per chi fa marketing è che la modalità principale attraverso cui lavoriamo sulla nostra auto-presentazione riguarda gli oggetti: acquistare cose e possedere beni che rappresentano la nostra identità.
Pensa a: abbigliamento, giochi, musica, il logo del tuo computer o smartphone che hai davanti in questo momento.
L'intensità emotiva che le persone provano verso i loro brand preferiti è sorprendente. Un esperimento ha mostrato a un gruppo di volontari due tipologie di immagini: il logo di un marchio amato e le foto dei partner e amici più cari. La reazione fisiologica di eccitazione verso il logo si è rivelata paragonabile a quella provata osservando un'immagine del proprio migliore amico.
Gli oggetti - e di conseguenza i brand - costituiscono una parte fondamentale della nostra identità. Le aziende dovrebbero quindi investire con impegno sulle motivazioni ispirazionali legate al loro marchio e alla web reputation, elementi con cui i clienti possano identificarsi.
Perché condividiamo sui social media
Se amiamo così tanto parlare di noi, perché dovremmo condividere contenuti altrui?
Trasmettere informazioni ad altri rappresenta un impulso spontaneo. Il semplice pensiero di condividere qualcosa attiva i centri di ricompensa cerebrali, ancora prima che l'azione avvenga. Auto-presentazione e consolidamento dei legami
Innanzitutto, condividere rimanda alla nostra immagine personale: il 68% delle persone dichiara di condividere per trasmettere agli altri una percezione più chiara di chi sono e cosa li appassiona.
Ma il motivo principale della condivisione riguarda i rapporti interpersonali: il 78% delle persone afferma di farlo perché aiuta a mantenere i contatti con gli altri.
Le ricerche hanno evidenziato che i migliori indicatori predittivi di idee contagiose a livello cerebrale sono legati alle aree che si focalizzano sui pensieri altrui.
Ciò implica che i contenuti pensati per i social media non devono necessariamente rivolgersi a un pubblico vasto o medio, ma solo colpire nel segno una singola persona specifica.
E quando condividiamo il tipo giusto di contenuto, guadagniamo una sorta di valuta sociale, il nostro valore percepito cresce. Il 62% delle persone dichiara di provare una sensazione migliore verso se stesso quando riceve reazioni positive a ciò che pubblica sui social media.

Perché mettiamo like su Fb e reazioni simili su altri social network
Lo facciamo perché desideriamo preservare le relazioni. Quando apprezziamo i post altrui, arricchiamo il legame e ne rafforziamo la vicinanza.
Generiamo così anche un effetto di reciprocità. Ci sentiamo quasi obbligati a ricambiare chi ci ha concesso un like Fb o simile, anche se si tratta di un gesto minimo.
Un sociologo ha spedito biglietti d'auguri natalizi a 600 sconosciuti scelti a caso e ne ha ricevuti 200 in risposta. Questo dimostra la forza della reciprocità.
Consideriamo anche la reciprocità su Instagram, dove ricevere un tag o un messaggio privato genera la sensazione di doverne inviare uno a propria volta. E ogni volta che riceviamo qualcosa di simile sul nostro profilo, tenderemo probabilmente a ricambiare in qualche modo, magari iscrivendoci a una newsletter, ecc.
Perché commentiamo sui social
Gran parte degli esperti di marketing ritiene che le conversazioni con i clienti siano di importanza cruciale. Quel coinvolgimento - interagire il più possibile - rappresenta la strategia vincente nel lungo periodo.
Risulta quindi sorprendente scoprire che i clienti non condividono questa percezione. Un'indagine condotta su oltre 7.000 consumatori ha rivelato che solamente il 23% dichiara di avere un legame con un brand. Tra questi, appena il 13% ha indicato le frequenti interazioni con il marchio come motivazione della relazione.
I consumatori hanno affermato che i valori condivisi rappresentano un fattore molto più determinante per instaurare una relazione rispetto alle numerose interazioni con un brand.
Questo non significa che i commenti siano privi di efficacia. Al contrario, possono rivelarsi straordinariamente potenti: esiste un fenomeno chiamato realtà condivisa secondo cui l'intera nostra esperienza di qualcosa è influenzata dal se e dal come la condividiamo con altri.
L'85% di noi afferma che leggere le opinioni altrui su un argomento aiuta a comprendere ed elaborare meglio informazioni ed eventi.
Ciò significa che i commenti hanno la capacità di modificare le opinioni, e la ricerca scientifica conferma questo dato.

Uno studio condotto sui siti di notizie ha rivelato che i commenti che si limitano ad attaccare l'autore, senza fornire alcun dato concreto, bastano a modificare la nostra percezione di un argomento. Al contrario, i giudizi espressi con educazione - anche quando negativi - fanno percepire un marchio come più onesto e affidabile. Gli utenti si sono dimostrati effettivamente disposti a spendere di più per un orologio quando erano presenti recensioni negative ma cortesi, rispetto a quando le recensioni venivano semplicemente eliminate.
In sintesi, qualsiasi commento su di te, presente ovunque online, rappresenta per un consumatore uno specchio del tipo di azienda che sei. Non si tratta di logica pura, ma è così che funziona il nostro cervello.
Ciò comporta che essere attivamente presenti nella sezione commenti del tuo blog e nelle recensioni dei clienti del tuo prodotto risulti fondamentale, non tanto per la singola persona a cui rispondi, quanto per tutti coloro che partecipano alla realtà condivisa di commenti e recensioni.
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