Bing Ads Migliora Copiando Google
Nota di archivio
- Questo articolo descrive gli aggiornamenti del 2016. Racconta l'introduzione della segmentazione dei dati e delle estensioni annuncio sulla piattaforma pubblicitaria di Bing, così com'erano allora.
- I nomi delle piattaforme sono cambiati. Bing Ads si chiama oggi Microsoft Advertising e Google AdWords si chiama Google Ads: nel testo che segue compaiono le denominazioni in uso all'epoca.
- Le funzioni descritte come novità sono oggi standard. Segmentazione, callout e sitelink fanno parte da anni della dotazione di base di entrambe le piattaforme: trovi il quadro attuale nel paragrafo finale.
Articolo pubblicato nel 2016 e mantenuto online come documento d'archivio. Descrive le novità introdotte allora dalla piattaforma pubblicitaria di Bing, oggi denominata Microsoft Advertising. Per il quadro aggiornato vai direttamente a Cosa è cambiato da allora.
Già da un paio di anni anche Bing mette a disposizione la propria piattaforma di Ads, ancora piuttosto lontana da quella di Google AdWords ma che ultimamente sta iniziando ad avvicinarsi, almeno per molte delle sue funzionalità; il costo per click rimane ancora piuttosto contenuto rispetto alla concorrenza e consente di realizzare campagne di marketing molto efficaci per i siti web appena creati.

Da pochi giorni infatti è arrivata la notizia che è ora possibile segmentare i dati per conoscere il rendimento delle proprie campagne in base al dispositivo, all'orario, alla rete o alla posizione dell'annuncio. Bing con questa nuova funzione di segmentazione riesce a suddividere le righe e mostrare informazioni più dettagliate, direttamente nella pagina Campagne. Sarà quindi possibile segmentare i dati delle campagne, così come avviene già da tempo nella piattaforma più avanzata, Google AdWords, dei gruppi di annunci, degli annunci stessi, delle parole chiave e delle estensioni annuncio in base ai diversi attributi elencati di seguito:
- Data e ora: giorno, settimana, mese, trimestre, anno o giorno della settimana
- Rete
- Dispositivo
- In alto/Altro
Cominciare a utilizzare la segmentazione risulta comunque piuttosto semplice. Sembra infatti che le novità introdotte sulla piattaforma siano meno complicate rispetto al passato.
Un'altra modifica rilevante inserita di recente da Bing, esattamente ad aprile 2016, riguarda la call to action.

La call to action consente di inserire sotto gli annunci, esattamente come avviene su Google, delle chiamate all'azione che possono essere il numero di telefono (la chiamata parte con un click dai dispositivi mobili), il collegamento a pagine interne (fino a poco tempo fa era possibile linkare anche pagine esterne, e si potevano realizzare promozioni molto utili mostrando a Bing un sito autorevole e collegandone un altro), oppure vere e proprie indicazioni testuali.
Come aumentare il CTR con le estensioni callout e revisione?
Le estensioni annuncio rappresentano uno dei metodi migliori per catturare l'attenzione dei clienti verso il proprio sito web sulla rete Bing, proprio perché essendo novità sono ancora poco utilizzate, esattamente come accade su Google.
- Estensioni callout: consentono di mettere in evidenza prodotti, servizi, offerte o caratteristiche (ad esempio nelle nostre offerte relative alla vendita di servizi di marketing per Facebook, o più precisamente di like Facebook, indichiamo tramite una call to action che i like sono reali "Like Reali e attivi", che provengono da utenti italiani e che hanno un costo contenuto).
- Estensioni revisione: permettono di mostrare il proprio sito web aggiungendo recensioni positive provenienti da fonti terze affidabili; il sistema considera attendibile solo un sito verificato da Bing, per cui al momento risulta difficile trovarne.
- Estensioni di sitelink: consentono di collegare pagine interne del sito.
Spero che questo articolo di aggiornamento sia stato di gradimento per i lettori. Se siete interessati, ricordo che su richiesta di preventivo, oltre a gestire campagne AdWords, ci occupiamo anche della gestione e della configurazione di campagne Bing efficaci.
Cosa è cambiato da allora
Le due piattaforme citate in questo articolo hanno cambiato nome: Google AdWords è diventato Google Ads nel 2018 e Bing Ads è diventato Microsoft Advertising nel 2019. Le denominazioni usate nel testo sono quelle in vigore al momento della pubblicazione.
Le funzioni presentate qui come novità appena introdotte sono oggi parte della dotazione ordinaria di entrambe le piattaforme. La segmentazione dei dati per dispositivo, orario e rete è uno strumento di analisi standard, e le estensioni annuncio, oggi chiamate asset, sono utilizzate da chiunque gestisca campagne in modo professionale: l'argomento del "vantaggio competitivo perché ancora poco sfruttate" non vale più.
È cambiato anche il quadro dei costi. Nel 2016 il costo per click su Bing era sensibilmente inferiore a quello di Google e rappresentava la ragione principale per aprire una campagna sulla piattaforma. Oggi il divario resta ma è più contenuto e varia molto in base al settore, mentre il vero elemento di valutazione è diventato il tipo di pubblico: la rete Microsoft mantiene una presenza rilevante negli ambienti aziendali e nelle fasce d'età più alte, ed è questo, più del costo, a renderla interessante per certe attività.
Se stai valutando oggi una campagna a pagamento e vuoi capire come ripartire il budget tra le due piattaforme, i nostri servizi di posizionamento e advertising partono da un'analisi del settore e degli obiettivi.
FAQ - Domande frequenti
Le informazioni di questo articolo sono ancora valide? +
In parte. I meccanismi di fondo, cioè a cosa serve segmentare i dati di una campagna e perché le estensioni migliorano il tasso di click, restano corretti. Sono invece superati i nomi delle piattaforme, i riferimenti alle interfacce e il giudizio sulla diffusione di queste funzioni, che nel frattempo sono diventate di uso comune. La pagina va letta come una fotografia del 2016.
Perché mantenere online un articolo datato invece di riscriverlo? +
Perché racconta un passaggio reale nell'evoluzione delle piattaforme pubblicitarie, utile a chi vuole capire da dove arrivano gli strumenti che usa oggi. La condizione è che la sua natura sia dichiarata: un contenuto d'archivio segnalato come tale informa, un contenuto datato presentato come attuale disorienta chi lo legge.
Conviene ancora investire sulla rete pubblicitaria di Microsoft? +
Dipende dal settore e dal pubblico. La quota di ricerche resta molto inferiore a quella di Google, quindi i volumi sono più bassi; in compenso la concorrenza è minore e la composizione degli utenti differisce, con una presenza significativa in ambito aziendale. Va valutata come canale complementare, raramente come alternativa: la scelta si fa sui dati del proprio settore, non su una regola generale.
A cosa serve segmentare i dati di una campagna? +
A capire dove il budget sta rendendo e dove no. Un rendimento medio nasconde quasi sempre differenze forti tra dispositivi, fasce orarie e giorni della settimana: scomporlo permette di spostare la spesa dove converte davvero e di escludere le combinazioni che consumano senza risultato. È l'operazione che separa una campagna gestita da una campagna semplicemente attiva.
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