Web Marketing 2017: Le Tendenze dei Prossimi 12 Mesi
Nota di archivio
- Questo articolo è del 2017 e le previsioni sono rimaste quelle originali. Undici tendenze indicate all'epoca come decisive per i dodici mesi successivi, riportate senza modifiche.
- Alcune si sono avverate, altre no. Video, costi pubblicitari in crescita e native advertising hanno seguito la direzione prevista; il sorpasso delle app sui siti web e la realtà aumentata come formato di massa non sono arrivati.
- In coda trovi la verifica punto per punto. Cosa si è realizzato, cosa no e cosa nessuno aveva messo in conto: il paragrafo finale confronta ogni previsione con quello che è successo davvero.
Articolo pubblicato a inizio 2017 e mantenuto online come documento d'archivio. Il testo delle previsioni è quello originale: per il confronto con quanto è realmente accaduto vai a Nove anni dopo: cosa si è avverato davvero.
L'avvio del 2017 rappresenta un'occasione ideale per rivedere la propria strategia di web marketing, esaminando le tendenze previste per i prossimi 12 mesi, così da rimanere aggiornati e incrementare la propria visibilità online. Sicuramente nel 2017 saranno i contenuti di qualità, originali e utili agli utenti a dominare la scena. Assisteremo inoltre alla crescita dei video, dei big data e della pubblicità sui social network.
Analizziamo nel dettaglio quali sono gli elementi che non possono mancare in una campagna marketing 2017.

1 - Il predominio dei video pubblicitari
I video con annunci pubblicitari sono presenti da tempo su YouTube e Facebook. Ma la vera novità destinata a rivoluzionare il mondo della pubblicità online è il loro inserimento nella SERP (le pagine dei risultati dei motori di ricerca) di Google. Questo lascia prevedere una presenza sempre maggiore sul web, complice anche il fatto che gli utenti stanno modificando il proprio atteggiamento nei loro confronti, mostrandosi più disposti a guardarli. Anche Instagram si sta organizzando per inserire annunci pubblicitari nelle Instagram story: si tratta quindi di una tendenza in piena evoluzione, che chiunque voglia promuoversi sul web dovrebbe sfruttare al massimo.
Per scoprire come creare le Storie Instagram vedi: Storie Instagram 24 h, tutti i suggerimenti per crearle al meglio
2 - I video in diretta
La diffusione crescente dei video pubblicitari si legherà e alimenterà anche un'altra tendenza emergente: quella dei video in diretta. Questa nuova modalità non potrà che espandersi nei prossimi mesi, essendo stata adottata, sulla scia di Snapchat, anche da Facebook, Instagram, Twitter e Periscope.
Il 2017 sarà l'anno in cui i video occuperanno una posizione di primo piano dal punto di vista dei contenuti. È facile immaginare che verranno utilizzati coinvolgendo influencer, veri e propri testimonial di prodotto capaci di influenzare le masse.
Per avere tutte le indicazioni su come realizzare dirette Live su Facebook puoi consultare il seguente articolo: Facebook Live: come andare in onda
3 - L'ottimizzazione mobile prevale su quella desktop
Google negli ultimi anni ha progressivamente favorito i siti ottimizzati per la ricerca da smartphone. Questa tendenza proseguirà anche nel 2017. Per tale motivo l'ottimizzazione mobile deve rappresentare una priorità per chiunque intenda operare sul web.
4 - Le app continueranno a espandersi
Creando un'app, tutto ciò che esiste già a livello di ottimizzazione su smartphone diventa più intuitivo. I tempi non sono ancora maturi perché le app superino i siti web, ma sono già in molti a pensare che ciò accadrà sicuramente in futuro. Le imprese dovrebbero comunque iniziare a considerare questa possibilità.
5 - La social conversion
L'importanza dei social network per il successo delle campagne di web marketing è ormai una priorità indiscussa da anni, e lo sarà ancora di più nel 2017. Per approfondire come potenziare le pagine Facebook si rimanda a questo articolo: Fanpage: come acquistare like Facebook per promuoverla
6 - Le modifiche continue dell'algoritmo
Gli algoritmi su cui si fonda la ricerca di Google cambiano di continuo in base alle nuove informazioni pubblicate sul web. È sempre piuttosto complesso restare aggiornati e sapere quali contenuti avranno la precedenza sugli altri. In questo caso il suggerimento è di fornire contenuti originali e informativi, con l'obiettivo di aiutare concretamente i lettori online.
7 - Aumento dei costi della pubblicità online
Dato che sempre più aziende ricorrono a servizi di web marketing, la competizione per conquistare spazio sul web diventa sempre più intensa. La conseguenza principale è un rincaro dei costi pubblicitari online, poiché Google in particolare basa i suoi prezzi sul volume di ricerche relative a una determinata parola chiave. Si tratta di una conseguenza inevitabile che avrà un peso crescente nei prossimi anni.
8 - Contenuti unici e di alta qualità
Il contenuto di qualità, a differenza degli altri fattori esaminati sopra, che possono variare, resterà sempre una costante per gli anni a venire. Questo perché rappresenta l'unico modo per distinguersi e quindi restare competitivi.
Gli scrittori professionisti saranno sempre più affiancati da produttori di video, e ci sarà un'elevata richiesta di content writer con competenze in tematiche molto specifiche.
Un'altra tipologia di contenuti per cui si prevede una crescita nel 2017 riguarda ancora l'aspetto visuale dei video, reso però ancora più coinvolgente dalle innovazioni tecnologiche (si pensi all'esempio di Pokémon Go). Sicuramente in molti si lanceranno in nuove sperimentazioni, sfruttando anche la tecnologia della realtà aumentata. I brand con budget a disposizione, ad esempio, potranno utilizzare le riprese video a 360° che trasformano la visione in una vera e propria esperienza.
9 - L'importanza dell'analisi del CRO
Destinare una parte del budget all'analisi del CRO nel 2017 potrebbe risultare ancora più importante che investire in pubblicità online, per garantire la conversione del traffico in vendite.
Cosa si intende per analisi del CRO?
CRO sta per Conversion Rate Optimization e dovrà essere integrata in tutti i siti web e nelle landing page. Servirà a monitorare i comportamenti degli utenti sul sito e a individuare gli elementi che generano la maggiore conversione del traffico in vendite.
10 - Big data e automazione
I big data sono in costante espansione: si stima che il loro valore passerà dagli attuali 2 miliardi di dollari a 9 miliardi entro il 2020. Ma a cosa servono i big data? Uno degli impieghi più comuni è la personalizzazione dell'esperienza dell'utente.
11 - Il native advertising
Il native advertising è una forma di pubblicità inserita nei siti in modo da non distogliere l'attenzione dell'utente dal contenuto che sta leggendo. L'esempio più classico è quello dei messaggi promozionali di Facebook, che hanno lo stesso aspetto dei post normali, ma contengono in realtà una promozione pubblicitaria.
È una formula adottata già da anni, per cui si prevede una crescita anche in futuro.
Nove anni dopo: cosa si è avverato davvero
Rileggere previsioni fatte a inizio 2017 è un esercizio utile, perché mostra quali cambiamenti erano già leggibili e quali no. Ecco il bilancio, punto per punto.
Le previsioni centrate
Video pubblicitari e dirette. La direzione era quella giusta, e più rapidamente del previsto: gli annunci nelle Storie Instagram sono arrivati proprio nel 2017. Il video è poi diventato il formato dominante di tutte le piattaforme, con una torsione che l'articolo non poteva prevedere, cioè il predominio del formato verticale e breve. Sul fronte delle dirette, invece, la geografia è cambiata: Periscope ha chiuso nel 2021 e Snapchat ha smesso di essere il riferimento, mentre il live si è spostato su Twitch, TikTok e le piattaforme di Meta.
Priorità al mobile. Previsione corretta e ormai superata dai fatti: l'indicizzazione mobile-first non è più un vantaggio competitivo ma la modalità normale con cui Google valuta i siti. Chi non l'ha affrontata allora se n'è accorto negli anni successivi.
Aumento dei costi pubblicitari. Confermata senza margini di dubbio. La competizione sulle piattaforme di advertising è cresciuta costantemente e il costo per acquisizione è oggi la voce che più spesso rende insostenibili le campagne mal impostate.
Native advertising e contenuti di qualità. Entrambe confermate. La pubblicità integrata nei contenuti è diventata la forma prevalente sui social, e la richiesta di autori con competenze verticali su temi specifici è cresciuta invece di ridursi.
CRO. La previsione era corretta ma il termine è invecchiato: l'ottimizzazione del tasso di conversione non è più una tendenza emergente, è una disciplina consolidata che fa parte del lavoro ordinario su qualsiasi sito che venda qualcosa.
Le previsioni non confermate
Le app che superano i siti web. Non è successo, e oggi appare improbabile. Il web mobile ha recuperato gran parte del divario di esperienza d'uso, mentre il costo di far installare e mantenere un'app si è rivelato proibitivo per la maggior parte delle imprese. Per un'attività locale o di medie dimensioni, un sito veloce e ben fatto resta la scelta corretta.
Realtà aumentata e video a 360°. L'entusiasmo per Pokémon Go non si è tradotto in un formato pubblicitario di massa. La realtà aumentata è rimasta confinata ad applicazioni specifiche, come le prove virtuali nell'e-commerce, e i video a 360° non hanno mai lasciato la nicchia.
La stima sui big data. La previsione di crescita fino al 2020 riguarda un orizzonte ormai chiuso da anni, e ogni stima di quel periodo è stata comunque riscritta da quanto è accaduto dopo.
Quello che nessuno aveva previsto
Gli scostamenti più interessanti sono le assenze, cioè i cambiamenti che nel 2017 non comparivano in nessuna lista di tendenze e che hanno poi ridisegnato il settore.
L'intelligenza artificiale generativa. È il cambiamento più profondo, e non è nominato una sola volta in questo articolo. Ha modificato sia il modo in cui i contenuti vengono prodotti, sia il modo in cui le persone cercano informazioni: oggi una parte crescente delle risposte viene generata direttamente dagli assistenti, che citano poche fonti selezionate invece di proporre un elenco di dieci risultati. È il motivo per cui accanto alla SEO si è affermata la GEO, l'ottimizzazione per i motori generativi.
TikTok. Nel 2017 non compariva nei piani editoriali europei. Nel giro di tre anni ha imposto il formato verticale breve a tutte le altre piattaforme, costringendo Instagram e YouTube a rincorrere con Reels e Shorts.
La stretta sulla privacy. Il GDPR è entrato in applicazione nel maggio 2018, poco più di un anno dopo questo articolo, seguito dalle limitazioni al tracciamento introdotte dai sistemi operativi mobili. Insieme hanno cambiato le regole del retargeting e della misurazione, che erano il presupposto implicito di gran parte delle strategie descritte qui.
Il quadro attuale, con i dati e i criteri che contano oggi, è nella nostra guida su SEO e GEO nel 2026.
FAQ - Domande frequenti
Quali di queste previsioni del 2017 valgono ancora oggi? +
Reggono quelle che riguardavano comportamenti di fondo: la centralità del video, la crescita dei costi pubblicitari, il valore dei contenuti curati e l'importanza di misurare le conversioni. Non reggono quelle legate a tecnologie specifiche, come le app destinate a sostituire i siti o la realtà aumentata come formato pubblicitario. È una distinzione che vale anche per le previsioni di oggi.
Perché le liste di tendenze sbagliano così spesso? +
Perché tendono a estendere al futuro quello che sta già accadendo, e su un orizzonte di dodici mesi funziona abbastanza bene. Il problema sono le rotture: i cambiamenti che ridisegnano un settore arrivano quasi sempre da qualcosa che al momento della previsione non era ancora sul tavolo. Per questo un piano di marketing regge meglio se costruito sui comportamenti delle persone più che sulle tecnologie del momento.
Conviene ancora investire in un'app aziendale? +
Solo se l'app offre qualcosa che il sito non può dare: un servizio usato con frequenza alta, notifiche che il cliente vuole davvero ricevere, funzioni legate al dispositivo. Fuori da questi casi il costo di sviluppo e manutenzione non rientra, perché convincere qualcuno a installare un'applicazione è oggi più difficile che portarlo su una pagina web. Per la maggior parte delle attività la priorità resta un sito veloce e ben strutturato.
Che cosa distingue la SEO dalla GEO? +
La SEO punta a posizionare una pagina tra i risultati di ricerca, perché l'utente clicchi e la visiti. La GEO punta a far sì che il contenuto venga selezionato e citato da un assistente basato su intelligenza artificiale, che riassume la risposta partendo da poche fonti. Cambia il traguardo: nel primo caso il click, nel secondo la citazione. I due lavori si sovrappongono in buona parte, ma richiedono contenuti strutturati in modo diverso.
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