7 Tattiche Psicologiche per il Social Media Marketing
Psicologia e social media marketing: i punti chiave
- Online valgono le stesse dinamiche di sempre. I meccanismi psicologici che governano il comportamento delle persone sui social coincidono con quelli che regolano la loro vita offline.
- L'emozione è ciò che fa circolare un contenuto. Più il sentimento suscitato è intenso, più cresce la probabilità che il post venga condiviso: elencare i fatti non basta.
- Parlare meno di sé e più del pubblico. I contenuti in cui le persone si riconoscono direttamente vengono condivisi con molta più facilità di quelli incentrati sul brand.
Considerando che i meccanismi psicologici che governano l'attività online delle persone coincidono con quelli che regolano la loro esistenza offline, possiamo facilmente cogliere l'importanza cruciale della psicologia umana quando ci si occupa di social media marketing.
Questo accade perché per chi si occupa di social media marketing sapere cosa spinge e stimola le persone risulta fondamentale per costruire strategie efficaci sui vari social network.
I principi della psicologia possono quindi rivelarsi vincenti anche nell'applicazione delle tecniche di social media marketing.

Le 7 tecniche psicologiche applicate al social media marketing
Le sette tecniche che seguono riprendono e rielaborano un intervento di Rick Riddle pubblicato sul blog di Social Media Week.
1. Le emozioni si diffondono facilmente
Diventare virale rappresenta un esempio lampante di come le emozioni riescano a far emergere il meglio di noi. Quando compare un video di un cucciolo che tocca le corde del nostro cuore, lo condividiamo. Quando si tratta di un disastro emotivo di grande impatto, lo condividiamo comunque. Più intensa è l'emozione, maggiore è la probabilità che venga condivisa.
Gli studi sulla diffusione dei contenuti online concordano su un punto: i post che veicolano un'emozione forte circolano più di quelli neutri. Potete sfruttare questo aspetto a vostro favore, proponendo sul sito web dei racconti carichi di emotività. Non è sufficiente elencare i fatti, occorre condividere anche i sentimenti che essi suscitano.
2. I regali stimolano le reazioni
Esiste una tattica di vendita psicologica diffusa chiamata "reciprocità" che si dimostra efficace sia offline che online. Secondo questa teoria, se si offre a qualcuno qualcosa, di qualunque tipo, quella persona sentirà il bisogno di ricambiare. Le piattaforme online sfruttano ampiamente questo meccanismo attraverso concorsi e regali. Chiedendo alle persone di condividere un post per avere la possibilità di vincere, lo faranno. Offrendo loro un corso gratuito in cambio di un indirizzo email, lo forniranno volentieri.
3. La familiarità genera apprezzamento
Si tratta di un concetto piuttosto elementare che è stato ampiamente verificato: quanto più si frequenta qualcuno, tanto più questo viene apprezzato, a patto ovviamente che abbia qualcosa di valido da offrire. Questo principio, applicato al social media marketing, consiste nell'esporre le persone al brand ripetutamente, variando le modalità di presentazione, promuovendo il vostro brand attraverso i diversi social network. Questo genererà una familiarità tale che, trovandosi di fronte al prodotto sugli scaffali dei negozi, saranno spinti ad acquistarlo pur non avendolo mai visto fisicamente prima. Anche senza aver mai provato nessuno di quei prodotti, opteranno per quello a loro più familiare.
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4. Costruire un senso di appartenenza
Instaurando una maggiore connessione con i vostri utenti, questi ultimi si sentiranno a loro volta più legati al vostro brand e alla vostra attività. Per questo è importante stabilire un contatto diretto con gli utenti: rispondendo alle loro domande, interagendo con i loro commenti, condividendo i loro contenuti più interessanti. Questo farà sì che si sentano parte integrante della community, e rappresenta inoltre un ottimo metodo per scovare contenuti interessanti da condividere.
5. Limitare le opzioni disponibili
Il paradosso della scelta è quella teoria psicologica secondo cui più opzioni si hanno a disposizione, meno probabile diventa effettuare una scelta. Può sembrare paradossale. Generalmente le aziende tendono a preferire l'approccio "più è meglio", ma i marchi che presentano una gamma ristretta e chiaramente distinta aiutano il cliente a decidere invece di paralizzarlo. Applicato ai social, il principio significa una sola chiamata all'azione per contenuto: chiedere due cose insieme di solito significa non ottenerne nessuna.
6. Alimentare l'ego
Le persone tendono ad essere egocentriche, e i brand spesso dedicano molto tempo a parlare di sé stessi. Gli studi sulla conversazione mostrano però che una quota molto alta di ciò che diciamo riguarda noi stessi: lo spazio mentale che resta disponibile per il vostro marchio è quindi molto più ridotto di quanto immaginiate.
Sfrutta questa peculiarità umana parlando meno di te stesso e maggiormente del tuo pubblico. Accertati di trattare argomenti che li riguardano, anche se non direttamente. Noterai che i tuoi post verranno condivisi con maggiore facilità quando i tuoi utenti riescono a identificarsi direttamente con essi.
7. Le persone seguono i consigli anche di sconosciuti
La maggior parte delle persone incontra difficoltà nel prendere decisioni. Il passaparola costituisce uno dei metodi pubblicitari più efficaci. Combinando questi due elementi, si ottiene una formula vincente. Quasi tutti si informano prima di acquistare qualcosa, e una quota rilevante si affida ai contenuti pubblicati da persone che non ha mai incontrato per orientare la scelta.
Potreste trarne vantaggio creando voi stessi un blog o uno spazio di confronto dove le persone possano trovare tutti i consigli e i pareri necessari per prendere la loro decisione.
Se vuoi applicare questi principi ai profili della tua attività senza doverli seguire ogni giorno, scopri il nostro servizio di gestione completa delle pagine social con supporto di intelligenza artificiale.
FAQ - Domande frequenti
Puntare sulle emozioni funziona anche per un'azienda B2B? +
Sì, cambiano le emozioni in gioco. Nel B2B raramente funziona la tenerezza o l'indignazione, mentre pesano il sollievo di aver risolto un problema, la frustrazione per un processo che non funziona e il riconoscimento di una situazione familiare. Chi decide un acquisto aziendale resta una persona che ragiona anche per impressioni, non un ufficio acquisti astratto.
Quante volte si può ripetere lo stesso messaggio senza infastidire? +
Il principio della familiarità regge finché a ripetersi è il messaggio, non il contenuto. Riproporre identico lo stesso post produce assuefazione e disiscrizioni; riproporre lo stesso concetto da angolazioni diverse, con formati e toni differenti, costruisce riconoscibilità. È la differenza tra insistere ed essere presenti.
I concorsi portano davvero contatti utili? +
Dipende dal premio. Se il premio interessa chiunque, come un buono spesa o un dispositivo, attirerete soprattutto persone che partecipano abitualmente ai concorsi e che spariranno subito dopo. Se invece il premio ha senso solo per il vostro pubblico, il meccanismo della reciprocità lavora nella direzione giusta e i contatti raccolti restano. Vale anche la pena ricordare che i concorsi a premi in Italia sono regolati per legge.
Come si applica il "parlare meno di sé" a un profilo aziendale? +
Spostando il soggetto della frase. Invece di annunciare cosa fa l'azienda, si racconta il problema che quella cosa risolve per chi legge: stesso contenuto informativo, punto di vista rovesciato. Un criterio pratico è contare quanti contenuti recenti parlano del cliente e quanti dell'azienda: se il rapporto è sbilanciato sul secondo, il profilo sta chiedendo attenzione senza offrire niente in cambio.
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